Google mi trova. Ma l’intelligenza Artificiale mi consiglierà?

Ad inizio anno, un cliente ha deciso di affidare la propria comunicazione a un’altra agenzia. Una scelta che rispetto.Nei giorni scorsi, però, mi sono accorto di un dettaglio che, per chi si occupa di strategia, dettaglio non è.Da circa sei mesi il Google Business Profile dell’azienda è praticamente fermo.Nessun nuovo post. Nessun aggiornamento. Una gestione delle recensioni non sempre tempestiva. Nessuna attività costante di presidio.


E questo mi ha fatto riflettere. Per molti imprenditori Google Business Profile è ancora una semplice scheda con indirizzo, numero di telefono e orari di apertura.In realtà è molto di più. Oggi è uno degli strumenti che Google utilizza per comprendere quanto un’attività sia viva, affidabile e aggiornata. Ma soprattutto è una delle principali fonti consultate da Gemini, l’Intelligenza Artificiale di Google, quando deve suggerire un’attività locale.


Il punto, quindi, non è soltanto cosa perdi quando smetti di aggiornare il tuo Google Business Profile.Il punto è quante opportunità smetti di creare.Ogni post non pubblicato è un’occasione in meno per raccontare la tua attività.Ogni recensione lasciata senza risposta è un segnale di attenzione che non arriva.Ogni mese di inattività rende il tuo ecosistema digitale meno autorevole agli occhi di Google, delle Intelligenze Artificiali e delle persone.


Il marketing oggi non consiste solo nell’essere presenti.Consiste nell’essere credibili, aggiornati e coerenti in ogni punto di contatto.Perché il futuro non premierà semplicemente chi sarà online.Premierà chi saprà diventare una fonte di informazioni affidabile per le persone… e per le Intelligenze Artificiali.
La domanda che ogni imprenditore dovrebbe porsi non è: “Ho un Google Business Profile?”La vera domanda è: “Sto dando a Google e alle AI motivi concreti per suggerire la mia azienda?”

Uso l’intelligenza artificiale ogni giorno per lavoro.

Uso l’intelligenza artificiale ogni giorno per lavoro. Ma ogni tanto mi piace anche usarla per gioco.

E questa volta il “l’oggetto/soggetto” sono stato io. Sì, come si direbbe in politica… ci ho messo la faccia.

Devo dire che la somiglianza c’è.
L’unico problema è che questa versione di me sembra decisamente più interessante, più intensa, più profonda.

A questo punto la domanda è:
sto migliorando io con l’età che avanza o è l’AI che ha ritenuto necessario intervenire profondamente per restituirmi una versione più figa di me?

Direi la seconda 

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L’Ai non ti contraddice. Ti asseconda sempre.

L’AI non ti contraddice. Ti asseconda.Ed è proprio qui che bisogna iniziare a prestare attenzione. L’intelligenza artificiale generativa (LLM) viene spesso percepita come uno strumento “intelligente”, capace di comprendere la realtà e restituire risposte oggettive.In realtà, il suo funzionamento è molto diverso. Non cerca la verità. Cerca la risposta più probabile. In altre parole, si comporta più come un “pappagallo stocastico”: ripete, rielabora e combina informazioni per costruire una risposta coerente… ma non necessariamente corretta.

L’effetto più sottovalutato: l’AI ti dà ragione.Uno degli aspetti più critici è questo: l’AI tende ad assecondare le tue premesse. Se parti da un’idea, anche implicita, il sistema cercherà di costruire una risposta che la confermi. Perché è progettata per: essere utile, essere fluida, essere convincente. E quindi, spesso, per compiacere la richiesta.

Il rischio delle “allucinazioni”

Per mantenere questa coerenza, l’AI può arrivare a: semplificare eccessivamente, omettere informazionio, nei casi peggiori, inventare dati plausibili. Sono le cosiddette allucinazioni: risposte sbagliate, ma formulate così bene da sembrare vere.

L’illusione della neutralità

C’è un altro punto fondamentale: l’AI non è neutra. È un enorme “collage del passato”, costruito su dati esistenti,che possono riflettere: bias, visioni parziali, interpretazioni dominanti. Non crea verità. Rielabora ciò che già esiste.

Il vero tema non è l’AI. È come la usiamo.

L’AI è uno strumento straordinario. Potenzia le nostre capacità. Accelera i processi. Apre possibilità incredibili. Ma ha bisogno di una cosa fondamentale: pensiero critico umano. Perché il rischio non è che l’AI sbagli. Il rischio è che noi smettiamo di verificare.La vera competenza oggi non è saper usare l’AI. È saper porre le domande giuste e valutare le risposte. Perché l’AI non decide per te. Ti amplifica. E se non sei consapevole di questo… rischia di amplificare anche i tuoi errori.

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L’AI non é più un futuro lontano.

𝐋’𝐈𝐧𝐭𝐞𝐥𝐥𝐢𝐠𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐀𝐫𝐭𝐢𝐟𝐢𝐜𝐢𝐚𝐥𝐞 può sembrare qualcosa di riservato a poche piattaforme specifiche, da utilizzare solo in determinati contesti e con competenze tecniche. 𝑀𝑎 𝑖𝑙 𝑝𝑎𝑛𝑜𝑟𝑎𝑚𝑎 𝑠𝑡𝑎 𝑐𝑎𝑚𝑏𝑖𝑎𝑛𝑑𝑜 𝑟𝑎𝑑𝑖𝑐𝑎𝑙𝑚𝑒𝑛𝑡𝑒, 𝑒 𝑝𝑟𝑜𝑏𝑎𝑏𝑖𝑙𝑚𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑚𝑜𝑙𝑡𝑖 𝑑𝑖 𝑛𝑜𝑖 𝑠𝑡𝑎𝑛𝑛𝑜 𝑔𝑖𝑎̀ 𝑖𝑛𝑡𝑒𝑟𝑎𝑔𝑒𝑛𝑑𝑜 𝑐𝑜𝑛 𝑙’𝐴𝐼 𝑜𝑔𝑛𝑖 𝑔𝑖𝑜𝑟𝑛𝑜… 𝑠𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑛𝑒𝑚𝑚𝑒𝑛𝑜 𝑎𝑐𝑐𝑜𝑟𝑔𝑒𝑟𝑠𝑒𝑛𝑒!

𝐋’𝐀𝐈 𝐬𝐢 é 𝐭𝐫𝐚𝐬𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐭𝐚 𝐝𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐝𝐨𝐭𝐭𝐨 𝐚 𝐬𝐞𝐫𝐯𝐢𝐳𝐢𝐨 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐠𝐫𝐚𝐭𝐨 𝐢𝐧 𝐪𝐮𝐚𝐬𝐢 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐢 𝐠𝐥𝐢 𝐬𝐭𝐫𝐮𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐝𝐢𝐠𝐢𝐭𝐚𝐥𝐢 𝐜𝐡𝐞 𝐮𝐬𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐪𝐮𝐨𝐭𝐢𝐝𝐢𝐚𝐧𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞. Da motori di ricerca, app di messaggistica, assistenti vocali, fino ai software di progettazione e gestione, l’Intelligenza Artificiale opera dietro le quinte, ottimizzando esperienze, consigliandoci prodotti e semplificando attività, spesso senza richiedere alcuna azione da parte nostra.

𝐼𝑙 𝑟𝑖𝑠𝑢𝑙𝑡𝑎𝑡𝑜? L’AI è già parte integrante della nostra vita digitale e professionale, e spesso non ci rendiamo conto che stiamo utilizzando soluzioni avanzate, perché si attiva automaticamente nelle piattaforme che frequentiamo. È 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐚𝐯𝐞𝐫𝐞 𝐮𝐧 𝐚𝐬𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐢𝐧𝐯𝐢𝐬𝐢𝐛𝐢𝐥𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐢 𝐬𝐮𝐩𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚 𝐢𝐧 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐨 𝐜𝐢ó 𝐜𝐡𝐞 𝐟𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐨𝐧𝐥𝐢𝐧𝐞.

Ecco perché è importante comprendere questa evoluzione: non dobbiamo solo adattarci al cambiamento, ma riconoscerne il potenziale. 𝐿𝑒 𝑎𝑧𝑖𝑒𝑛𝑑𝑒 𝑐ℎ𝑒 𝑠𝑓𝑟𝑢𝑡𝑡𝑎𝑛𝑜 𝑞𝑢𝑒𝑠𝑡𝑒 𝑡𝑒𝑐𝑛𝑜𝑙𝑜𝑔𝑖𝑒 𝑠𝑡𝑎𝑛𝑛𝑜 𝑔𝑖à 𝑚𝑖𝑔𝑙𝑖𝑜𝑟𝑎𝑛𝑑𝑜 𝑒𝑓𝑓𝑖𝑐𝑖𝑒𝑛𝑧𝑎, 𝑐𝑟𝑒𝑎𝑡𝑖𝑣𝑖𝑡𝑎à 𝑒 𝑟𝑖𝑠𝑢𝑙𝑡𝑎𝑡𝑖.

𝐍𝐨𝐧 𝐫𝐞𝐬𝐭𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐢𝐧𝐝𝐢𝐞𝐭𝐫𝐨: 𝐥’𝐀𝐈 𝐧𝐨𝐧 é 𝐩𝐢ú 𝐮𝐧 𝐟𝐮𝐭𝐮𝐫𝐨 𝐥𝐨𝐧𝐭𝐚𝐧𝐨, é 𝐢𝐥 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐢 𝐚𝐜𝐜𝐨𝐦𝐩𝐚𝐠𝐧𝐚 𝐨𝐠𝐧𝐢 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐨, 𝐫𝐞𝐧𝐝𝐞𝐧𝐝𝐨 𝐢𝐥 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨 𝐩𝐢ù 𝐟𝐥𝐮𝐢𝐝𝐨 𝐞 𝐢𝐥 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐨 𝐭𝐞𝐦𝐩𝐨 𝐦𝐞𝐠𝐥𝐢𝐨 𝐢𝐧𝐯𝐞𝐬𝐭𝐢𝐭𝐨.

Non subire l’intelligenza artificiale

L’Intelligenza Artificiale non è più un concetto distante o una tecnologia riservata a pochi esperti. È qui, sta rivoluzionando settori interi e modificando radicalmente il modo in cui lavoriamo, facciamo business e creiamo valore. Per questo, non possiamo permetterci di rimanere spettatori passivi.

Invece di temere questa svolta epocale o ignorarla, è essenziale imparare a comprenderla, adattarla e, soprattutto, sfruttarla a nostro favore. Coloro che riusciranno a intercettare il cambiamento e cavalcare questa onda non solo si terranno al passo con i tempi, ma potranno ottenere un enorme vantaggio competitivo. 🚀

L’AI offre opportunità senza precedenti: automatizza processi ripetitivi, rende più efficiente la gestione delle informazioni e, in molti casi, libera il nostro tempo per dedicarci a ciò che davvero fa la differenza: creatività, strategia e innovazione.

Ma c’è una sfida: chi non si adatta rischia di essere escluso dal mercato del lavoro o dal proprio settore di riferimento. Quindi, anziché temere di essere superati, dobbiamo agire ora. Formazione, aggiornamento e integrazione delle tecnologie AI devono essere al centro della nostra strategia.

Non si tratta solo di seguire il cambiamento, ma di guidarlo. Abbracciando l’intelligenza artificiale, possiamo innovare, distinguerci dalla concorrenza e cogliere nuove opportunità. Il futuro è già qui: sfruttiamo questa risorsa per trasformarlo in un vantaggio reale. 🌐🤖

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