Il mio libro Strategia, Voce e Anima al salone internazionale del libro di Torino

C’è sempre una prima volta che resta dentro.E sapere che per la prima volta il mio libro Strategia, Voce e Anima è tra i libri presenti al Salone Internazionale del Libro di Torino mi emoziona profondamente.Perché dietro quelle pagine non c’è solo un libro.

Ci sono anni di lavoro, esperienze, dubbi, confronti, consulenze, studio e passione per il branding e il content marketing. C’è un modo preciso di intendere la comunicazione:non come semplice promozione, ma come costruzione di identità, fiducia e relazioni autentiche.

Vedere Strategia, Voce e Anima accanto a tanti altri titoli della famiglia di ERF Edizioni ha per me un significato speciale. Anche perché ERF non è soltanto la casa editrice che ha pubblicato il mio libro, ma una realtà culturale di cui sono stato socio fondatore e alla quale continuo a contribuire con il mio lavoro di comunicazione. Ed è bello pensare che un’idea nata da un’esperienza professionale lunga più di trent’anni oggi continui il suo viaggio anche lì, tra migliaia di storie, autori e lettori. Una soddisfazione vera. Di quelle che ti fanno fermare un attimo e dire:ne è valsa la pena.

Strategia, Voce e Anima è disponibile qui:https://www.erfedizioni.it/libri/strategia-voce-anima/

La recensione del mio libro scritta da Geppi De Liso

Quando una persona che ti ha insegnato a pensare, prima ancora che a comunicare, legge il tuo libro… e lo riconosce.Non è solo una recensione.È qualcosa che ti arriva addosso, forte.

35 anni fa ero tra i banchi dell’università.Oggi ricevo parole così da chi mi ha guidato in quel percorso.Parole che parlano di esperienza, di semplicità, di valore.

Parole che raccontano esattamente quello che ho cercato di fare con “Strategia, Voce e Anima”: non teoria fine a se stessa, ma strumenti concreti, vissuti, testati.E sì, lo ammetto:sono felice. E sono profondamente orgoglioso. Perché in quelle righe non c’è solo il giudizio su un libro. C’è il senso di un percorso che continua.

Se vuoi capire cosa c’è davvero dentro questo lavoro – e magari iniziare anche tu a costruire una comunicazione più consapevole, autentica e strategica – puoi scoprirlo qui:

https://www.erfedizioni.it/libri/strategia-voce-anima/

Alla Feltrinelli con il mio libro tra le mani di Geppi De Liso

Sono cerchi che si chiudono.

Ieri ci siamo dati appuntamento alla Feltrinelli con il prof. Geppi De Liso. Più di 30 anni fa era lui a parlarmi di creatività, visione, comunicazione. Io studiavo sui suoi libri.

Oggi è stato lui a prendere in mano il mio libro.Con curiosità. Con attenzione. Con quello sguardo che riconosco ancora.Mi ha detto una cosa semplice, ma che per me pesa tantissimo: “Sono orgoglioso. Abbiamo seminato bene.

”E lì ho pensato a quanto sia potente ritrovarsi, dopo anni, nello stesso spazio di senso.Non più solo ad ascoltare, ma a dialogare.Perché la comunicazione non è solo ciò che fai.È ciò che ricevi… e ciò che riesci a restituire.

Adesso, con la stessa curiosità con cui lui ha accolto il mio lavoro,attendo la sua recensione e i suoi commenti. Grazie prof. Per quello che mi hai insegnato allora. E per quello che continui a lasciarmi oggi, anche solo con uno sguardo.

Se poi sei curioso come Geppi De Liso del mio lavoro editoriale sul branding e sul content marketingil libro è disponibile in tutte le librerie e in tutte le piattaforme online.

Qui il link diretto:https://www.erfedizioni.it/libri/strategia-voce-anima/

Vuoi vendere di più? Inizia a dire ai tuoi clienti di non comprare.

𝐃𝐈𝐑𝐄 “𝐍𝐎𝐍 𝐂𝐎𝐌𝐏𝐑𝐀𝐑𝐄” 𝐏𝐔𝐎’ 𝐄𝐒𝐒𝐄𝐑𝐄 𝐋𝐀 𝐒𝐓𝐑𝐀𝐓𝐄𝐆𝐈𝐀 𝐏𝐈𝐔’ 𝐏𝐎𝐓𝐄𝐍𝐓𝐄 𝐃𝐈 𝐓𝐔𝐓𝐓𝐄Siamo abituati a pensare alla comunicazione come a uno strumento per spingere all’azione:compra, scegli, approfitta, non perdere.Eppure esiste un’altra strada. Più controintuitiva. Più coraggiosa.

Il demarketing.Lo conosciamo già, anche se non lo chiamiamo così: le campagne contro il fumo, l’alcol, la droga. Non ti dicono “fai”. Ti dicono: fermati, ripensa, scegli meglio.Ora prova a spostare questo approccio nel mondo delle aziende.Dove tutto ruota intorno alla vendita. Sembra un paradosso. Ma non lo è.

𝐈𝐋 𝐂𝐀𝐒𝐎 𝐏𝐀𝐓𝐀𝐆𝐎𝐍𝐈𝐀

Nel 2011, nel pieno del Black Friday, Patagonia pubblica una pagina pubblicitaria sul New York Times con un messaggio spiazzante: “Don’t Buy This Jacket”Un brand che vive di vendite… che ti invita a non comprare.Perché?Perché Patagonia non vende solo abbigliamento outdoor.Vende una visione: responsabilità, sostenibilità, rispetto per l’ambiente.Quel messaggio non era contro il consumo. Era contro il consumo inconsapevole.Compra solo ciò che ti serve. Usalo a lungo. Riparalo. Scegli con consapevolezza.

𝐐𝐔𝐄𝐒𝐓𝐎 𝐄’ 𝐃𝐄𝐌𝐀𝐑𝐊𝐄𝐓𝐈𝐍𝐆 𝐅𝐀𝐓𝐓𝐎 𝐁𝐄𝐍𝐄

Non è rinunciare al mercato. È ridefinire il significato della vendita.È dire: “Non mi interessa venderti di più. Mi interessa venderti meglio.

”𝐈𝐋 𝐕𝐄𝐑𝐎 𝐏𝐔𝐍𝐓𝐎 𝐒𝐓𝐑𝐀𝐓𝐄𝐆𝐈𝐂𝐎

Dire “no” è rischioso.Senza una visione, è solo perdita.Con una visione, diventa identità.Patagonia non ha perso clienti. Ha costruito fiducia. Ha rafforzato una comunità. Ha reso il brand ancora più credibile.

𝐋𝐀 𝐋𝐄𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄

Il marketing tradizionale spinge. Il demarketing seleziona.E oggi, in un mercato saturo, chi sa dire di no nel modo giusto… diventa molto più riconoscibile di chi dice sempre sì.

Se vuoi approfondire queste tematiche legate al branding e al content marketing comincia con il mio libro https://www.erfedizioni.it/libri/strategia-voce-anima/

L’Ai non ti contraddice. Ti asseconda sempre.

L’AI non ti contraddice. Ti asseconda.Ed è proprio qui che bisogna iniziare a prestare attenzione. L’intelligenza artificiale generativa (LLM) viene spesso percepita come uno strumento “intelligente”, capace di comprendere la realtà e restituire risposte oggettive.In realtà, il suo funzionamento è molto diverso. Non cerca la verità. Cerca la risposta più probabile. In altre parole, si comporta più come un “pappagallo stocastico”: ripete, rielabora e combina informazioni per costruire una risposta coerente… ma non necessariamente corretta.

L’effetto più sottovalutato: l’AI ti dà ragione.Uno degli aspetti più critici è questo: l’AI tende ad assecondare le tue premesse. Se parti da un’idea, anche implicita, il sistema cercherà di costruire una risposta che la confermi. Perché è progettata per: essere utile, essere fluida, essere convincente. E quindi, spesso, per compiacere la richiesta.

Il rischio delle “allucinazioni”

Per mantenere questa coerenza, l’AI può arrivare a: semplificare eccessivamente, omettere informazionio, nei casi peggiori, inventare dati plausibili. Sono le cosiddette allucinazioni: risposte sbagliate, ma formulate così bene da sembrare vere.

L’illusione della neutralità

C’è un altro punto fondamentale: l’AI non è neutra. È un enorme “collage del passato”, costruito su dati esistenti,che possono riflettere: bias, visioni parziali, interpretazioni dominanti. Non crea verità. Rielabora ciò che già esiste.

Il vero tema non è l’AI. È come la usiamo.

L’AI è uno strumento straordinario. Potenzia le nostre capacità. Accelera i processi. Apre possibilità incredibili. Ma ha bisogno di una cosa fondamentale: pensiero critico umano. Perché il rischio non è che l’AI sbagli. Il rischio è che noi smettiamo di verificare.La vera competenza oggi non è saper usare l’AI. È saper porre le domande giuste e valutare le risposte. Perché l’AI non decide per te. Ti amplifica. E se non sei consapevole di questo… rischia di amplificare anche i tuoi errori.

Se vuoi approfondire queste tematiche legate al branding e al content marketing comincia con il mio libro https://www.erfedizioni.it/libri/strategia-voce-anima/

𝐒𝐞 𝐩𝐞𝐧𝐬𝐢 𝐜𝐡𝐞 𝐢𝐥 𝐛𝐫𝐚𝐧𝐝𝐢𝐧𝐠 𝐬𝐢𝐚 𝐮𝐧 𝐥𝐮𝐬𝐬𝐨… 𝐡𝐚𝐢 𝐠𝐢𝐚̀ 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨.

Molti imprenditori, professionisti e aziende continuano a pensare al branding come a qualcosa di accessorio:un logo, un colore, un esercizio estetico. Qualcosa “da fare dopo”, quando ci sarà tempo. O budget.Il punto è che il branding non è questo.Il branding è 𝐩𝐨𝐬𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨. È la risposta a una domanda molto semplice: 𝐩𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ 𝐮𝐧 𝐜𝐥𝐢𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐝𝐨𝐯𝐫𝐞𝐛𝐛𝐞 𝐬𝐜𝐞𝐠𝐥𝐢𝐞𝐫𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐫𝐢𝐨 𝐭𝐞? Se non sei tu a dare questa risposta, sarà il mercato a farlo al posto tuo. E spesso lo farà nel modo peggiore: rendendoti indistinguibile dagli altri. In un mercato sempre più competitivo, dove l’offerta è ampia e le differenze tra prodotti e servizi si assottigliano, il branding diventa il vero fattore discriminante. Non perché rende più “belli”. Ma perché rende 𝐫𝐢𝐜𝐨𝐧𝐨𝐬𝐜𝐢𝐛𝐢𝐥𝐢, 𝐜𝐫𝐞𝐝𝐢𝐛𝐢𝐥𝐢 𝐞 𝐦𝐞𝐦𝐨𝐫𝐚𝐛𝐢𝐥𝐢.Il branding è ciò che:

– ti distingue dai concorrenti

– costruisce fiducia nel tempo

– rende coerente la tua comunicazione

– trasforma un servizio in una scelta consapevole

È il filo invisibile che tiene insieme tutto:dalla tua identità al modo in cui parli,dai contenuti che produci alle esperienze che offri. E vale per tutti. Non solo per le grandi aziende. Anzi, soprattutto per chi lavora in contesti competitivi locali o di nicchia.Perché quando non hai grandi budget pubblicitari, l’unico modo per emergere è avere un’𝐢𝐝𝐞𝐧𝐭𝐢𝐭𝐚̀ 𝐜𝐡𝐢𝐚𝐫𝐚 𝐞 𝐮𝐧𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢𝐜𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐜𝐨𝐞𝐫𝐞𝐧𝐭𝐞. La verità è semplice:Senza branding, sei uno dei tanti. Con un branding forte, diventi una scelta.E oggi più che mai, le persone non scelgono solo cosa comprare. Scelgono chi essere attraverso quello che comprano. E lì, il branding fa tutta la differenza.

Se vuoi iniziare anche tu a fare la differenza comincia con un piccolo passo e approfondisci questo tema sul mio libro https://www.erfedizioni.it/libri/strategia-voce-anima/

Un Click e sei fuori!

Il nuovo filtro di Google sta decidendo chi si vede e chi sparisce.

𝐅𝐢𝐧𝐨 𝐚 𝐢𝐞𝐫𝐢 𝐥𝐞 𝐫𝐞𝐜𝐞𝐧𝐬𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐞𝐫𝐚𝐧𝐨 𝐢𝐦𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚𝐧𝐭𝐢. 𝐎𝐠𝐠𝐢 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐧𝐭𝐚𝐭𝐞 𝐮𝐧 𝐟𝐢𝐥𝐭𝐫𝐨.

Google sta introducendo una novità che in molti stanno sottovalutando: su Google Maps è comparsa la possibilità di filtrare le attività in base al numero di recensioni.Sì, hai capito bene. Non solo per valutazione. Ma proprio per quantità. Questo cosa significa davvero? Che un utente, con un semplice click, può decidere di vedere solo le attività con un alto numero di recensioni, escludendo automaticamente tutte le altre. E qui sta il punto. Non è cambiato l’algoritmo. È cambiato il comportamento dell’utente. E quando cambia il comportamento, cambia tutto.

𝐂𝐨𝐬𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐧𝐨𝐯𝐢𝐭𝐚̀

Le attività con poche recensioni rischiano di diventare invisibili. La quantità di recensioni diventa un fattore di prima selezione. La visibilità non dipende più solo dal posizionamento, ma anche da come l’utente filtra. In pratica: anche se sei bravo, anche se sei ben posizionato…potresti non essere nemmeno visto.

𝐈𝐥 𝐯𝐞𝐫𝐨 𝐜𝐚𝐦𝐛𝐢𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨

Questa non è una modifica tecnica.È una modifica di esperienza utente (UX).Ma attenzione: le modifiche di UX sono spesso più impattanti degli aggiornamenti dell’algoritmo. Perché agiscono direttamente su come le persone scelgono.

𝐋𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐞𝐠𝐮𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐬𝐭𝐫𝐚𝐭𝐞𝐠𝐢𝐜𝐚

Chiedere recensioni non è più una buona pratica. È una necessità. E non in modo occasionale. Ma sistematico. Significa: costruire un processo, educare il cliente a lasciare feedback, rendere la recensione parte dell’esperienza.

𝐋𝐚 𝐯𝐞𝐫𝐚 𝐝𝐨𝐦𝐚𝐧𝐝𝐚

Se oggi un potenziale cliente filtrasse le attività per numero di recensioni… tu compariresti?La reputazione online non è più solo una questione di immagine.È una questione di visibilità.E la visibilità, oggi, decide il mercatoVuoi andare oltre le ultimissime novità e affrontare i temi della comunicazione in modo più approfondito? Nel mio libro, “𝐒𝐭𝐫𝐚𝐭𝐞𝐠𝐢𝐚, 𝐯𝐨𝐜𝐞 𝐞 𝐚𝐧𝐢𝐦𝐚. 𝐈𝐥 𝐦𝐚𝐧𝐮𝐚𝐥𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐮𝐧 𝐛𝐫𝐚𝐧𝐝 𝐚𝐮𝐭𝐞𝐧𝐭𝐢𝐜𝐨” ho cercato di metterli nero su bianco.Un libro pensato per chi non vuole limitarsi a comunicare,ma vuole costruire una presenza solida, riconoscibile e credibile.

Scoprilo qui:https://www.erfedizioni.it/libri/strategia-voce-anima/

I pilastri del content marketing

𝐈𝐧 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐞 𝐢𝐦𝐦𝐚𝐠𝐢𝐧𝐢 𝐡𝐨 𝐬𝐢𝐧𝐭𝐞𝐭𝐢𝐳𝐳𝐚𝐭𝐨 𝐭𝐫𝐞 𝐩𝐢𝐥𝐚𝐬𝐭𝐫𝐢 𝐜𝐡𝐞, 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐦𝐢𝐚 𝐞𝐬𝐩𝐞𝐫𝐢𝐞𝐧𝐳𝐚, 𝐟𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐝𝐚𝐯𝐯𝐞𝐫𝐨 𝐥𝐚 𝐝𝐢𝐟𝐟𝐞𝐫𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐭𝐫𝐚 𝐮𝐧𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢𝐜𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐚… 𝐞 𝐮𝐧𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐫𝐞𝐬𝐭𝐚.

VALORE: Un contenuto non è efficace perché è bello, ma perché è utile.Deve rispondere a un bisogno reale, chiarire un dubbio, aiutare a prendere una decisione.Se non genera un piccolo “cambiamento” in chi lo guarda o lo legge, è solo rumore.

AUTENTICITÀ: Le persone non cercano aziende perfette, ma interlocutori credibili.Mostrarsi per quello che si è, con coerenza e trasparenza, è ciò che costruisce fiducia nel tempo.La comunicazione che funziona non è quella più costruita, ma quella più vera.

COSTANZA: Il content marketing non è una campagna, è un processo.Non si tratta di pubblicare tanto, ma di esserci nel tempo con continuità e qualità.È la ripetizione coerente dei messaggi che costruisce riconoscibilità e autorevolezza.Sono principi semplici.Ma applicarli davvero richiede metodo, visione e consapevolezza.È esattamente quello che ho cercato di mettere nero su bianco nel mio libro:“𝐒𝐭𝐫𝐚𝐭𝐞𝐠𝐢𝐚, 𝐯𝐨𝐜𝐞 𝐞 𝐚𝐧𝐢𝐦𝐚. 𝐈𝐥 𝐦𝐚𝐧𝐮𝐚𝐥𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐮𝐧 𝐛𝐫𝐚𝐧𝐝 𝐚𝐮𝐭𝐞𝐧𝐭𝐢𝐜𝐨”Un libro pensato per chi non vuole limitarsi a comunicare,ma vuole costruire una presenza solida, riconoscibile e credibile.

Scoprilo qui:https://www.erfedizioni.it/libri/strategia-voce-anima/

C’è una cosa che mi fa sempre un certo effetto. Vedere il mio libro continuare a trovare nuovi spazi.

“Strategia, voce e anima” è ora disponibile anche su Google Books.

È un progetto a cui tengo molto, perché dentro non ci sono solo competenze e metodo, ma anni di lavoro, errori, intuizioni e confronti con clienti reali.

Ho cercato di scrivere un libro utile.
Non da leggere e basta, ma da usare.

Se ti occupi di comunicazione, branding o vuoi dare più direzione a quello che fai, credo possa davvero esserti d’aiuto.

 Lo trovi qui:
https://www.erfedizioni.it/libri/strategia-voce-anima/

Se deciderai di leggerlo, fammi sapere cosa ti lascia.
Per me è la parte più importante.

Ho visto il mio libro sul cruscotto di un’auto parcheggiata in centro a Bari

Ieri mattina, rientrando in studio su via Cardassi, sotto una pioggia leggera che rende tutto un po’ più lento… mi capita questa scena.

Una jeep parcheggiata.
Un parabrezza bagnato.
E lì, sul cruscotto… un libro.

Un libro rosso.
Un libro con una copertina che, per qualche motivo, mi suonava molto familiare.

Mi fermo un attimo.
Guardo meglio.
Sorrido.

Era proprio il mio libro:
“Strategia, Voce e Anima.”

Appoggiato lì, come se qualcuno l’avesse messo apposta.
Non dimenticato.
Ma quasi esposto. Come un messaggio silenzioso ai passanti.

E allora mi è venuta una curiosità, quasi un gioco:
qual è la storia di quella copia?

Appena comprata e lasciata lì per un attimo?
Oppure è lì da giorni, compagna silenziosa di spostamenti e appuntamenti?
Magari sfogliata tra un cliente e l’altro con qualche pagina letta rubando tempo alla giornata.

Mi piace immaginare che quel libro non sia fermo.
Che stia vivendo il suo piccolo viaggio dentro la quotidianità di qualcuno.

Mi ha fatto sorridere.
Mi ha incuriosito.
E sì, anche un po’ emozionato.

Per saperne di più clicca qui

https://www.erfedizioni.it/libri/strategia-voce-anima/