Packaging: Dal concept al prototipo, il viaggio è iniziato.

Ieri ho avuto il piacere di tenere la mia prima giornata di docenza all’interno del percorso biennale Industrial Packaging Specialist “Packman3”, presso l’ITS Academy A. Cuccovillo.

Ore intense, ricche di confronto, curiosità e approfondimento, dedicate a due moduli fondamentali della progettazione del packaging.
Abbiamo esplorato il packaging non solo come contenitore, ma come uno straordinario strumento di branding, comunicazione, esperienza d’uso e differenziazione competitiva. Abbiamo parlato di strategia, materiali, sostenibilità, progettazione strutturale e di tutto ciò che trasforma un’idea in un prodotto capace di dialogare con il mercato.

Per chi, come me, vive da oltre trent’anni il mondo della comunicazione e del branding, poter condividere competenze, esperienze ed esempi concreti con le nuove generazioni rappresenta sempre una grande responsabilità, ma anche una straordinaria opportunità di crescita reciproca.

Un ringraziamento agli studenti per l’attenzione, la partecipazione e l’entusiasmo dimostrati.

Proseguirò con i prossimi appuntamenti, entrando sempre più nel cuore del Packaging Design, dove strategia, creatività e funzionalità si incontrano per dare forma alle idee.

Alla Feltrinelli con il mio libro tra le mani di Geppi De Liso

Sono cerchi che si chiudono.

Ieri ci siamo dati appuntamento alla Feltrinelli con il prof. Geppi De Liso. Più di 30 anni fa era lui a parlarmi di creatività, visione, comunicazione. Io studiavo sui suoi libri.

Oggi è stato lui a prendere in mano il mio libro.Con curiosità. Con attenzione. Con quello sguardo che riconosco ancora.Mi ha detto una cosa semplice, ma che per me pesa tantissimo: “Sono orgoglioso. Abbiamo seminato bene.

”E lì ho pensato a quanto sia potente ritrovarsi, dopo anni, nello stesso spazio di senso.Non più solo ad ascoltare, ma a dialogare.Perché la comunicazione non è solo ciò che fai.È ciò che ricevi… e ciò che riesci a restituire.

Adesso, con la stessa curiosità con cui lui ha accolto il mio lavoro,attendo la sua recensione e i suoi commenti. Grazie prof. Per quello che mi hai insegnato allora. E per quello che continui a lasciarmi oggi, anche solo con uno sguardo.

Se poi sei curioso come Geppi De Liso del mio lavoro editoriale sul branding e sul content marketingil libro è disponibile in tutte le librerie e in tutte le piattaforme online.

Qui il link diretto:https://www.erfedizioni.it/libri/strategia-voce-anima/

𝐏𝐄𝐑 𝐈 𝐏𝐄𝐔𝐂𝐄𝐓𝐈 𝐄𝐑𝐀 𝐈𝐋 𝐒𝐈𝐌𝐁𝐎𝐋𝐎 𝐃𝐄𝐋 𝐒𝐎𝐋𝐄, 𝐃𝐄𝐋𝐋𝐀 𝐅𝐎𝐑𝐓𝐔𝐍𝐀 𝐄 𝐃𝐄𝐋𝐋𝐀 𝐅𝐄𝐑𝐓𝐈𝐋𝐈𝐓𝐀’

ph Massimo Danza

Oggi ti porto virtualmente al 𝐌𝐮𝐬𝐞𝐨 𝐀𝐫𝐜𝐡𝐞𝐨𝐥𝐨𝐠𝐢𝐜𝐨 𝐝𝐢 𝐒𝐚𝐧𝐭𝐚 𝐒𝐜𝐨𝐥𝐚𝐬𝐭𝐢𝐜𝐚 𝐚 𝐁𝐚𝐫𝐢, davanti a un pezzo che non è solo un reperto, ma un caso studio vivente di comunicazione visiva.

Si tratta di un’olla in ceramica geometrica peucezia, risalente al VI secolo a.C. rinvenuta tra Ruvo e Bari.
E’ Interamente modellata a mano con una decorazione rigorosa, fatta di linee e zig-zag, dove spicca un elemento che oggi farebbe sobbalzare chiunque: lo riconosci?.

Per un occhio moderno, quel simbolo evoca immediatamente un nerissimo periodo di storia. Ma per gli antichi Peucezi, era l’esatto opposto.

Il Rebranding: ecco il più tragico esempio di “brand hijacking” (dirottamento di marca) della storia.

Il Significato Originario: per millenni, la svastica (dal sanscrito suvastika, “buona esistenza”) è stata un simbolo solare, di fortuna, fertilità e continuità della vita. Dalla Puglia all’India, rappresentava l’ordine del cosmo.

L’Appropriazione dei tedeschi: negli anni ’20, il Partito della dittatura tedesca compì un’operazione di rebranding drammatico. Estrasse un simbolo universale dal suo contesto millenario e lo ri-codificò per rappresentare l’identità “ariana” e la sua supremazia.

Il Risultato: in meno di vent’anni, un segno di luce è diventato l’icona globale negativa. Nel branding, questo fenomeno dimostra che il significato di un logo non risiede nel segno grafico stesso, ma nell’esperienza e nei valori che l’organizzazione vi associa.

Oggi, guardando questa olla a Bari, proviamo un senso di dissonanza cognitiva. È il promemoria di quanto i simboli siano strettamente connessi con la narrazione che può trasformare la percezione della realtà.

Il design non è mai neutro. Porta con sé la responsabilità del messaggio che decide di veicolare.

Cosa ne pensi del potere della semiotica nella nostra quotidianità? Può un simbolo tornare mai alla sua purezza originaria dopo essere stato “contaminato” dalla storia?

Le scale che conducono al rettorato dell’ateneo UNIBA

ph Massimo Danza

Un po’ nascoste, quasi discrete, queste scale del Palazzo Ateneo dell’Università di Bari custodiscono una bellezza che forse non tutti conoscono. Sono le scale che conducono al rettorato, uno spazio non frequentato da chiunque. Fino al 2001 erano il passaggio verso il museo archeologico che oggi è ospitato nell’ex complesso monastico di Santa Scolastica.

Basta fermarsi un attimo, alzare lo sguardo, e lasciarsi guidare: decorazioni eleganti, giochi di luce, armonie architettoniche che raccontano un’epoca in cui anche il sapere aveva bisogno di stupire.

Per me non sono solo scale.
Sono un varco silenzioso tra passato e presente.

Felice di essere tra i 114 autori di ERf Edizioni con il mio libro “Strategia, voce e anima”

Guardare questa immagine significa guardare una comunità di idee, di storie, di visioni.

114 volti. 114 autori. Oltre 200 libri pubblicati. Dieci anni di ERF Edizioni raccontati attraverso le persone che hanno scelto di affidare qui le proprie parole. Per me questa immagine ha un significato ancora più speciale. Perché dentro questo mosaico non c’è solo il mio volto come autore. C’è anche un pezzo della mia storia. Dieci anni fa ho avuto il privilegio di essere tra i soci fondatori di questa cooperativa, nata dal desiderio di costruire uno spazio libero per le idee, la cultura e il pensiero.

Oggi continuo a contribuire a questo progetto anche con la mia consulenza di comunicazione, accompagnandone il percorso e la crescita. Ma esserci anche come autore è un’emozione particolare.Tra questi 114 volti c’è anche il mio, con il libro “Strategia, Voce e Anima”, un lavoro in cui ho raccontato il mio modo di intendere il branding e il content marketing: non come semplici strumenti tecnici, ma come processi capaci di dare identità, senso e direzione ai progetti e alle imprese.

Essere parte di questa comunità di autori significa condividere molto più di un catalogo editoriale.Significa condividere una visione culturale.E per questo non posso che dire una cosa semplice: orgoglioso. felice. grato.#

Al Teatro Abeliano abbiamo festeggiato i 10 anni di ERF Edizioni

𝐈𝐥 𝟏𝟎 𝐦𝐚𝐫𝐳𝐨 𝐚𝐥 𝐓𝐞𝐚𝐭𝐫𝐨 𝐀𝐛𝐞𝐥𝐢𝐚𝐧𝐨 𝐚𝐛𝐛𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐟𝐞𝐬𝐭𝐞𝐠𝐠𝐢𝐚𝐭𝐨 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐜𝐨𝐬𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐯𝐚 𝐨𝐥𝐭𝐫𝐞 𝐮𝐧 𝐚𝐧𝐧𝐢𝐯𝐞𝐫𝐬𝐚𝐫𝐢𝐨.

Abbiamo celebrato dieci anni di visioni condivise, di parole che diventano libri, di idee che trovano casa. Dieci anni fa nasceva ERF Edizioni, una casa editrice costruita con passione, coraggio e una forte convinzione: che la cultura abbia ancora il potere di generare comunità, pensiero e futuro. Essere stato tra i soci fondatori di questo progetto è stato – ed è ancora oggi – un privilegio. Un viaggio iniziato con entusiasmo e che, a distanza di un decennio, racconta numeri che sono soprattutto storie:

114 autori

oltre 200 titoli pubblicati

dieci anni di lavoro editoriale e culturaleNumeri che non parlano solo di produzione, ma di persone, relazioni, visioni e talento. La serata al Teatro Abeliano è stata la fotografia perfetta di questo percorso:autori, lettori, amici, collaboratori, artisti, parole e musica. Un palco che per una sera è diventato il luogo in cui si sono incontrate tutte le anime di questo progetto.

Per me, personalmente, è motivo di grande orgoglio poter continuare a contribuire a questa avventura con la mia consulenza di comunicazione, accompagnando la crescita di un progetto editoriale che non smette di credere nel valore delle idee.

Perché un libro non è solo un oggetto. È un seme. E dopo dieci anni possiamo dirlo con emozione: ERF Edizioni ha fatto nascere una vera foresta di storie. Auguri a tutti noi. E soprattutto buon futuro.

Il mio libro alla Fiera del libro di Roma

Un sogno che prende forma… a Roma.
Il mio libro, appena pubblicato, è presente alla Fiera del Libro di Roma.
Un traguardo che fino a poco tempo fa sembrava lontano, quasi irraggiungibile… e che oggi diventa realtà.

È un’emozione difficile da spiegare: vedere le proprie parole prendere vita, uscire dalla pagina e incontrare nuovi lettori, nuovi sguardi, nuove storie.
Ogni capitolo è nato da un’intuizione, da un pensiero custodito, da un pezzo di lavoro condiviso.

Essere alla Fiera del Libro significa per me:

  • credere nei propri sogni,
  • avere il coraggio di metterli nero su bianco,
  • e lasciarli andare, liberi, nel mondo.

A chi vorrà sfogliarlo, leggerlo o semplicemente avvicinarsi con curiosità: grazie.

E che sia solo l’inizio.

Ore 23:30 via Sparano

Ph Massimo Danza

Bari, 23:30. Via Sparano illuminata, il cuore che si scalda.

La magia del Natale che inizia a farsi spazio tra le vetrine, le stelle che sembrano sospese su sogni ancora da accendere, e ai miei piedi la mappa della nostra città vecchia.

Un colpo d’occhio che unisce passato e presente. Le radici sotto di noi, la luce sopra di noi.

Un promemoria gentile: non dimenticare mai da dove veniamo, anche quando guardiamo avanti

Bari #Natale2025

Vuoi crescere sui social e nel business?

Sui social – e nel lavoro – vince chi sa essere lucido, non chi punta il dito.

Viviamo in un ecosistema iper-visibile, dove ogni risultato viene messo in mostra, commentato, giudicato. Eppure, tra like, condivisioni e confronti continui, ciò che troppo spesso manca è la capacità di essere umili e oggettivi.

👉 Umiltà non significa sminuirsi (cosa che facevo fino a qualche anno fa) , ma riconoscere i meriti altrui anche quando ci costa.

👉 Oggettività è saper guardare ai risultati, anche se arrivano da chi non ci piace o da chi vorremmo “battere”.

Il punto è questo: se qualcuno ottiene risultati, non è “solo fortuna”. È impegno, metodo, costanza. Anche se è il tuo competitor più ostico, ha semplicemente fatto meglio.

🔄 Il vero cambiamento arriva quando smetti di guardare i risultati degli altri (e magari sperare che inciampino) e inizi a chiederti cosa puoi migliorare tu.

Aspettare il passo falso altrui non è una strategia. È una solo una maledetta trappola.

🎯 Crescere, nei social come nella vita professionale, significa alzare il livello del proprio gioco, senza cercare scorciatoie o alibi. Guardarsi allo specchio e riconoscere che sei tu a dover fare un salto di qualità. Nessun altro.

Il content marketing non è solo strategia. È conversazione.

Il content marketing non è solo strategia. È relazione.

Nel mio lavoro sul campo, con aziende, professionisti e brand personali, ho visto una verità emergere con forza: le persone non cercano solo contenuti, cercano connessioni.
E il content marketing – se fatto bene – è uno degli strumenti più potenti per costruirle.

A differenza della pubblicità tradizionale, che cerca un impatto rapido e spesso effimero, il content marketing è un processo lento, intenzionale, relazionale.
Non punta a vendere subito. Punta a dialogare, costruire fiducia, farsi ricordare.

Oggi le persone sono più attente, più informate, più esigenti.
Non si fidano facilmente di uno slogan.
Vogliono sapere chi sei, cosa rappresenti, e soprattutto se puoi essere utile davvero.

🎯 Ecco dove entra in gioco il contenuto:
articoli, post, video, newsletter, podcast…
Tutti strumenti che non servono solo a comunicare, ma a dimostrare valore.

E questo vale per ogni settore.

Se vuoi che il tuo brand venga scelto, prima devi essere ascoltato.
E per essere ascoltato, devi avere qualcosa da dire che abbia senso, per chi ti legge.

Il content marketing, se è fatto con cura e costanza, non è solo una tattica.
È un ponte. È una relazione che cresce, post dopo post, parola dopo parola.

Vuoi costruire una relazione vera con il tuo pubblico?
Scrivimi e troviamo insieme la tua voce.
📲 348 3380088