Ho realizzato la copertina del libro “Libertà in valigia”

Sono particolarmente felice di aver progettato la copertina di “Libertà in valigia”, il libro di Giovanni Capurso e Vincenzo Catalano, pubblicato da ERF Edizioni, dedicato all’emigrazione politica pugliese fra USA e Francia dal 1892 al 1945.

Quando ho iniziato a lavorare al progetto, ho cercato un’immagine che riuscisse a sintetizzare visivamente tre concetti: partenza, memoria e libertà.

Da qui nasce la scelta della vecchia valigia aperta, protagonista assoluta della composizione. Non è soltanto l’oggetto che accompagna chi parte: diventa un contenitore simbolico di vite, idee, speranze, documenti e ricordi.

Dalla valigia sembrano liberarsi e prendere il volo lettere, carte e fotografie: frammenti di esistenze che attraversano il tempo e richiamano direttamente il lavoro di ricerca storica alla base del volume.

Sullo sfondo ho scelto una stazione ferroviaria deserta, costruita attraverso una prospettiva centrale che porta lo sguardo verso l’orizzonte. È il luogo della partenza per eccellenza, ma anche uno spazio sospeso tra ciò che si lascia e ciò che ancora non si conosce.

Anche la scelta cromatica è intenzionale: il mondo della memoria è raccontato prevalentemente attraverso toni desaturati e il bianco e nero, mentre il titolo rompe questo silenzio visivo con un rosso deciso.

Perché la parola LIBERTÀ doveva emergere con forza.
Il trattamento tipografico rende il titolo compatto e imponente, mentre quel piccolo “in”, differente per carattere e andamento, introduce movimento e crea il collegamento narrativo tra le due parole: Libertà in valigia.

Ho cercato così di costruire una copertina che non fosse semplicemente illustrativa, ma che contenesse già una parte del racconto.

Perché dentro una valigia possono esserci vestiti e oggetti.
Ma possono esserci anche identità, idee, memoria e libertà.
Ed è proprio quando grafica e contenuto riescono a parlare la stessa lingua che, per me, una copertina comincia davvero a funzionare.

Hai un libro, un progetto editoriale o un brand a cui vuoi dare un’identità capace di raccontarne davvero il valore?
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Il manifesto che ho ideato per gli eventi di In-Chiostro d’Autore a Troia.

Ecco la rassegna In-Chiostro d’Autore ideata da Antonio V. Gelormini che ringrazio per avermi affidato la realizzazione dell’immagine identificativa e del format grafico.

Si parte il 30 Luglio a Troia.

L’ultimo mio progetto per la copertina del libro Manomozza

Ecco l’ultimo mio progetto di copertina per il libro “Mano Mozza” Genesi e sviluppo di una mafia pugliese. Questa volta lascio a te la libera interpretazione della grafica utilizzata per raccontare in una pagina il contenuto di questo incredibile libro. Ti invito a leggere la presentazione che segue 😊.

Barletta, anno domini 1982. L’Hotel Elios è teatro di un summit destinato a fare la storia delle mafie pugliesi.
La Puglia è un territorio strategico tanto per le cosche calabresi quanto per le famiglie siciliane e campane che si riuniscono, a nord di Bari, con l’unico scopo di fondare una nuova organizzazione criminale che controlli il mercato della droga col placet dei maggiori narcotrafficanti italiani.

Salvatore Annacondia, alias ‘manomozza’, partecipa da gregario. Ne esce da boss di una cupola mafiosa che tra la metà degli anni ‘80 e gli inizi degli anni ‘90 governerà suo malgrado le sorti della malavita pugliese. Gettando le fondamenta di un consorzio concepito su base locale ma destinato a trasformare la Puglia nel complesso laboratorio del crimine organizzato che tuttora fa da baricentro al “sistema” mafioso italiano.

E oggi, cosa resta della cupola di Annacondia? Chi ha saputo raccoglierne l’eredità?
Questo sconvolgente viaggio nel mondo affaristico e criminale delle mafie nate a nord di Bari si apre e si chiude nel sangue e nel silenzio delle vittime trasversali, dei tossicodipendenti, degli affiliati pronti a tutto pur di conquistare il territorio imponendo le rigide leggi dell’Anti-Stato.
Attraverso le verità giudiziarie cristallizzate nei maxiprocessi e le vive voci di chi la mafia la combatte ancora oggi, due giovani giornaliste ricostruiscono la genesi delle criminalità made in Puglia seguendo l’odore dei soldi sporchi della droga.

Da Trani a Barletta, da Molfetta fino alla recentissima guerra di mafia andriese, questa lunga inchiesta, al tempo anomala e potente, è un inquietante faro su un presente in cui non esistono tragedie di periferia. E su una storia criminale ancora tutta da scrivere.