Un brand forte non serve a farsi notare. Serve a farsi scegliere.

Essere visibili non basta. Essere riconoscibili non basta. E, a volte, non basta neppure avere un buon prodotto o offrire un ottimo servizio.

Perché un brand diventa davvero forte quando riesce a costruire nella mente delle persone un motivo per sceglierlo. E per continuare a sceglierlo.

Quel motivo nasce anche da tre elementi fondamentali: promessa, valore e voce.

La PROMESSA è ciò che, implicitamente o esplicitamente, diciamo alle persone che possono aspettarsi da noi. Ma una promessa ha valore solo quando viene mantenuta. È lì che cominciano a costruirsi fiducia, credibilità e fidelizzazione.

Il VALORE non coincide semplicemente con il prezzo di ciò che vendiamo. È ciò che rappresentiamo agli occhi dei nostri clienti, l’esperienza che siamo capaci di generare, le emozioni che suscitiamo e il ricordo che lasciamo.

E poi c’è la VOCE. Quella che rende un brand riconoscibile anche prima di vedere il suo logo. È il modo in cui raccontiamo chi siamo, ciò in cui crediamo, la nostra visione e la nostra missione. Una voce autentica permette alle persone non soltanto di riconoscerci, ma anche di riconoscersi in noi.

Ecco perché costruire un brand forte non significa semplicemente attirare l’attenzione.Significa costruire fiducia, differenziazione, riconoscibilità e preferenza.Perché, alla fine, il vero risultato del branding non è essere visti da tutti.

È essere scelti dalle persone giuste.Di questi temi parlo nel mio libro “Strategia, Voce e Anima. Il manuale per un brand autentico”, dedicato a chi vuole costruire un’identità forte partendo da strategia, valori, voce, contenuti e relazioni.E se prima di acquistarlo vuoi capire se può essere una lettura utile per te, puoi iniziare gratuitamente.

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Pubblicato da

Massimo Danza

Che fossi un creativo pubblicitario lo hanno capito subito. Nel freddo inverno del 1965 nasco con 24 giorni di ritardo. In quasi un mese tutti chiedono di me, tutti si domandano come mai, tutti mi aspettano incuriositi. Realizzo così il mio primo teaser. La grande curiosità, la voglia di conoscere e l’istinto innato di esplorare mi porta a muovere i primi passi già a 7 mesi. La comunicazione sembro averla nel sangue perchè a 10 mesi già parlo. A 7 anni mostro di saper usare l’ambient marketing, il nonconventional e il flash-mob: in piazza Duomo, a Firenze, sparo al massimo il volume della radiolina e ballo; alla fine si abbasso i pantaloni per mostrarmi come il David di Michelangelo. A 10 anni invento il mio smartphone: allargo pollice e mignolo della mano destra e telefono ai miei amici. Poi unisco il pollice con l'indice delle due mani, inquadro, scatto foto e salvo i file nella mia memoryhead. A 12 anni sono già social: quando incontro gli amici condivido le mie esperienze, le spiego in modo dettagliato come fossero foto e tutti mi dicono ’mi piace’. Poi ho studiato, ho affinato le tecniche, ho fatto esperienza e dal 1989 lavoro e continuo a scrivere storie di successo insieme alle aziende per le quali lavoro. Qualche volta ho anche la pretesa di insegnare le cose che so e di raccontare con entusiasmo la mia esperienza.

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