La Basilica di San Nicola è un gioco continuo tra luce e ombra, tra il visibile e il mistero.

ph Massimo Danza

Da una parte l’ampiezza solenne delle navate, dall’altra il richiamo profondo della Cripta. La Basilica di San Nicola è così, un gioco continuo tra luce e ombra, tra il visibile e il mistero.

​Scendere quella scala significa andare a trovare il Santo, sentire il profumo del tempo e l’energia di migliaia di pellegrini che, prima di noi, hanno calpestato questo marmo. Non è solo architettura, è un’emozione che ti vibra sottopelle.

​A volte, per ritrovare se stessi, bisogna scendere un po’ più in profondità.

Piazza San Nicola alle prime luci del mattino

Alle prime luci del mattino, Bari vecchia si sveglia lentamente, e in piazza San Nicola la luce dorata accarezza il bronzo del Santo.

La sua figura sembra vegliare in silenzio, fiera e paterna, sulla basilica e sulla città.

C’è un senso di pace che si respira solo qui, quando tutto tace e il sole inizia a raccontare la sua storia sulle pietre.

La magia luminosa della festa di San Nicola si spegne.

Ph Massimo Danza

La magia luminosa della festa di San Nicola si spegne, mentre restano accese l’energia e la devozione del popolo di Bari.

Tre giorni di tradizioni, fede e sorrisi, per un patrono che unisce tutti con il suo abbraccio senza confini.

Ci vediamo l’anno prossimo! 🌟

SanNicola #Bari #festapatronale

La Basilica di San Nicola

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Entrando in Basilica, dalla navata centrale si ha una visione delle gallerie superiori, dette matronei, che convogliano lo sguardo verso l’arcone di separazione (detto anche iconostasi), oltre il quale troneggia il bellissimo ciborio.

La struttura, già possente di per sé, appare ancor più massiccia grazie ai tre arconi che attraversano da una parte all’altra la navata centrale. Furono costruiti nel Quattrocento allo scopo di rinforzare la Basilica, messa in pericolo dal forte terremoto del 1456.

Geometrie perfette tra luci e ombre.

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Geometrie perfette tra luci e ombre.

L’ombra della Basilica di San Nicola in perfetta armonia con l’arco Angioino.

Questo arco fu fatto costruire da Re Carlo d’Angiò, re della Sicilia e poi di Napoli.

La leggenda narra che chi lo oltrepassava veniva protetto da San Nicola.