
Da una parte l’ampiezza solenne delle navate, dall’altra il richiamo profondo della Cripta. La Basilica di San Nicola è così, un gioco continuo tra luce e ombra, tra il visibile e il mistero.
Scendere quella scala significa andare a trovare il Santo, sentire il profumo del tempo e l’energia di migliaia di pellegrini che, prima di noi, hanno calpestato questo marmo. Non è solo architettura, è un’emozione che ti vibra sottopelle.
A volte, per ritrovare se stessi, bisogna scendere un po’ più in profondità.










