Riflessioni a raccolta – 211

Se vuoi provare ad umentare l’engagement su Facebook e su instagram devi creare un format grafico riconoscibile e devi evitare di usare dei link che portano all’esterno delle piattaforme. L’algoritmo penalizza molto in termini di visualizzazione tutto ciò che fa uscire dai due social. L’obiettivo è trattenere gli utenti il più possibile nelle piattaforme.

Riflessioni a raccolta – 210

Come ci insegna molto bene Seth Godin, sui social vende chi crea emozioni. Non ha senso essere presente su un social a tutti i costi se poi non sei capace di farti notare.
Questo vale in modo particolare sui nuovi social, dove spesso le aziende mi chiedono di aprire un account solo perché é il social del momento e devono esserci. Ma se non hai una strategia, se non definisci un obiettivo e sopratutto se non crei emozioni, avere una pagina su un social non produce risultati. Ti fa solo perdere risorse ed energie che sarebbe più efficace concentrare su altro.

Riflessioni a raccolta 201

Se comunichi con costanza e con una buona frequenza crei una relazione in cui i fan aspettano di vedere i tuoi post.


Ovviamente l’attesa e la curiosità di vedere un tuo nuovo post dipende in modo determinante dal fatto che pubblichi contenuti interessanti e rilevanti per i tuoi fan.


In questo modo crei le condizioni ideali per far diventare i tuoi fan dei potenziali clienti e poi clienti.


Riflessioni a raccolta 199

Facebook esiste da diversi anni. Per la precisione in lingua italiana esiste dal 14 maggio del 2008.

Ormai dovremmo essere tutti sufficientemente pronti per un uso consapevole della piattaforma al servizio delle aziende. Eppure, ancora oggi, mi ritrovo a dialogare con clienti, o potenziali clienti, che temono le critiche sulla pagina.

Beh, non esiste un modo per evitare le critiche. Anche se sei perfetto arriverà sempre un commento negativo. Devi metterlo in conto. E poi deve avere un professionista che sa come affrontare e gestire i commenti negativi. Questo non tanto al fine di convincere l’autore della critica, quanto per rassicurare e rinforzare la fiducia dei clienti affezionati. Se non sei disposto a questo, ti consiglio di non avere una pagina aziendale su Facebook.

Ultima considerazione. Le critiche possono essere anche il termometro di un problema di gestione aziendale. Conoscere cosa non funziona al meglio in azienda e prendere consapevolezza di alcuni disservizi, diventa estremamente utile per intervenire e rendere sempre più efficiente la tua impresa.


Riflessioni a raccolta 296

Per te che hai una palestra, un centro fitness o una scuola di danza, ti suggerisco 6 attività da fare sui social, che non ti fanno perdere contatto con i clienti e ti aiutano a crea le condizioni migliori per la riapertura dopo il lockdown.

Se hai bisogno di una consulenza chiamami al 348 3380088.

Riflessioni a raccolta 291

Durante il lockdown alcuni miei clienti non sono propensi a comunicare attraverso i social. Partono dal presupposto che essendo bloccata l’attività dal decreto, non possono vendere e quindi non c’è molto da comunicare o addirittura che non sia opportuno.

Io cerco di far capire che non si può commettere questo errore spiegando che chi continuerà ad essere vicino ai clienti oggi sarà premiato domani alla ripresa. Le persone ricordano bene chi c’era nelle difficoltà. Ma vediamo come si può comunicare:

Produci contenuti di informazione legati al periodo, perché tu sai meglio di chiunque altro di cosa potrebbero aver bisogno i tuoi clienti proprio durante il lockdown.

Continua pure a mantenere le inserzioni a pagamento ma controlla i testi e le immagini usate per evitare che possano ledere la sensibilità delle persone in questo periodo di lockdown.

Modera i toni della comunicazione. Devi essere pacato ed evitare l’eccesso di ironia che in questo momento potrebbe non essere recepita nel modo giusto.

Fai in modo che il tono dei tuoi messaggi sia leggero, informativo o che abbia la finalità di offrire un momento di svago o di intrattenimento.

Riflessioni a raccolta 286

Riflessioni a raccolta – 286

In questo periodo ci sono 2 tipi di errore che stanno commettendo alcune aziende:

1- quelle che non vogliono comunicare fino alla ripresa delle attività, e questo lo abbiamo visto con la riflessione 285 che ti invito a guardare.

2- quelle aziende che continuano a comunicare senza cambiare registro. Come se non stia succedendo nulla. Continuando a proporre anche inserzioni a pagamento che spesso risultano fuori contesto.

Se da un lato non si può sparire e abbandonare i clienti, dall’altro non è corretto fare finta di nulla e mantenere lo stesso PED (piano editoriale). Agli occhi dei fan sembra che l’azienda viva su Marte, avulsa dal contesto del momento in cui stiamo vivendo.

Ora è il tempo di essere vicini ai fan delle pagine comunicando le informazioni utili, infondendo un po’ di serenità e creando intrattenimento. Cioè le aziende devono essere presenti per coccolare i clienti, per farli sentire meno soli in questo momento di isolamento.

Riflessioni a raccolta – 174

Sembra incredibile ma ancora oggi, più di un terzo della gente che usa abitualmente Facebook e Instagram, non riesce a distinguere un messaggio pubblicitario da un semplice post informativo o di aggiornamento di stato.