Monumento alla Donna di Mauro Piergiovanni

Il Monumento alla Donna è una immagine femminile struggente che saluta i marinai baresi dai giardini sottostanti il Fortino e che, nella visione dell’artista Mario Piergiovanni, riproduce la figura di una madre che affacciata dal Fortino si accomiata, agitando un fazzoletto bianco, il figlio appena imbarcato nel sommergibile Scirè della Regia Marina.

Mario Piergiovanni, pittore, scultore, scrittore e artista insigne, che ha onorato la nostra città con le sue opere e con le sue innumerevoli iniziative filantropiche.
Docente di scultura presso il Liceo Artistico cittadino, ha generosamente donato molte delle sue opere alla città natale.

A Piergiovanni si deve anche la riproduzione della «statua del pescatore» nella frazione di Torre a Mare (l’originale finì fusa nel gorgo della Seconda guerra mondiale), il bassorilievo dedicato al compianto sindaco Enrico Dalfino a Palazzo di Città, la penna nelle mani del maestro Niccolò Piccinni in Corso Vittorio Emanuele, e il monumento per i martiri di Cefalonia nell’atrio di Piazza Umberto dell’Università Aldo Moro. Quest’ultima realizzazione, per anni poco valorizzata, richiama una pagina di storia a lungo rimossa.

Ph Massimo Danza

Colonna traiana sul lungomare Imperatore Augusto

Ad un occhio poco attento, sembra in tutto simile alle altre che caratterizzano questo tratto di strada. In realtà è un miliario.
Si tratta di piccole colonne lapidee, poste sul ciglio stradale delle vie pubbliche romane, che indicavano il numero del miglio. Le pietre miliari, sulla superficie cilindrica, presentavano alcune incisioni in latino, come il numero progressivo del miglio, il nome dell’imperatore romano o del magistrato che avevano fatto costruire o restaurare quel tratto di strada, e una breve iscrizione.
Nel nostro caso il miliario conserva, nella parte superiore leggermente rastremata, un’iscrizione che recita così:

128
L’imperatore Cesare, figlio del dio Nerva, Nerva Traiano Augusto Germanico Dacico, Pontefice Massimo, nel tredicesimo anno della tribunicia potestas, nel sesto anno da imperatore e nel quinto anno da console, padre della patria, realizzò con le sue ricchezze una via da Benevento a Brindisi.

Il numero CXXVIII sta a significare che il suo sito originario era a 128 miglia (circa 189 chilometri e mezzo) da Benevento sulla via Traiana, cioè a circa sette chilometri da Bari.
Nel testo è riportato il nome e la titolatura dell’imperatore Traiano (non deve sviare il nome Cesare che indica solo un titolo onorifico), e l’affermazione che la strada fu costruita a spese del tesoro imperiale (pecunia sua). Grazie alla menzione del numero delle volte in cui Traiano ricoprì la carica politica chiamata tribunicia potestas possiamo determinare l’anno in cui si iniziò a costruire la strada, cioè il 109 d. C.

Ph Massimo Danza